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(3450) La virtù femminile - Harumi Setouchi (2000)(13/3)

  • Immagine del redattore: challagi
    challagi
  • 8 giu 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 18 dic 2023


La virtù femminile - Harumi Setouchi


Italiano | 2000 | 513 pagine | EAN: 9788873057529 Titolo originale: 夏の終り Jotoku Traduzione: Lidia Origlia


È un pomeriggio d'estate, verso la fine dell'era Meiji (1912 circa), nel quartiere dei piaceri di Osaka. Nella stanza d'ingresso della rinomata casa da tè Tsuijiiro, sotto lo sguardo attento delle geishe, una bambina di incantevole bellezza ha appena finito di danzare sul pavimento di terra battuta.

I suoi occhi sono rivolti all'ingresso quando, all'improvviso, la stanza è invasa da «una splendida ondata di colori». Una maiko, con un kimono dalle lunghe falde che sembra un «meraviglioso mazzo di fiori», è apparsa sulla soglia…

Così, apprendiamo dalle pagine di questo libro, ha inizio l'irripetibile vita di Tami: da un'apparizione fatale che la spinge irrefrenabilmente a desiderare di essere una maiko e, dopo essere stata acquistata dalla più famosa okiya (casa di geishe) di Kyoto, a diventare una delle più ricercate geishe giapponesi, ammirata e amata da nobili, industriali, uomini politici. Romanzo che ci conduce nelle stanze segrete dell'animo femminile, là dove la «virtù» contempla anche il coraggio della trasgressione e la forza di imporre il desiderio, La virtù femminile ci restituisce anche, attraverso la narrazione della vita di Tami, l'irrisolto conflitto tra tradizione e modernità che ha caratterizzato, e seguita tuttora a farlo, il Giappone moderno. Tami ama i kimono dalle falde larghe che si agitano «come una marea che si ritiri da una spiaggia», ama truccarsi come «una marionetta del Bunraku» e ubbidire ai riti più sottili dell'arte di essere una geisha, ma non esita a fuggire con il suo amante a Hollywood, a vestirsi all'occidentale, a gettarsi tra le braccia di una giovane ereditiera americana, a invaghirsi di un giovane studente a Parigi e, infine, a ritirarsi in un piccolo tempio tra i boschi di bambù di Saga e, col nome di Loto della Saggezza, condurre una rigorosa vita monacale e lasciare ancora nutrirsi alla fiamma del desiderio soltanto i suoi bellissimi occhi.

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