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(C0962)Milano ancora ieri – Alberto Vigevani (2012)(38/3)

  • Immagine del redattore: challagi
    challagi
  • 21 mar 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 28 ott 2022

Milano ancora ieri – Alberto Vigevani


Italiano | 2012 | 238 pagine | (ISBN13: 9788838927713)

Nota:

Intellettuale, scrittore, libraio antiquario ed editore, Alberto Vigevani (Milano, 1918 – 1999) fu in relazione di amicizia con alcuni dei nomi più noti della cultura del Novecento (Riccardo Bacchelli, Carlo Bo, Italo Calvino, Carlo Emilio Gadda, Eugenio Garin, Indro Montanelli, per fare qualche esempio). Ebreo ed antifascista, dopo aver tentato l’emigrazione negli Stati Uniti, visse l’esperienza dell’esilio in Svizzera tra il 1943 e il 1945 dove, con lo pseudonimo di Berto Vani, diresse la pagina letteraria di “Libera Stampa” a Lugano; durante la Liberazione, nel 1945, scrisse numerosi articoli sulla rubrica dell’”Avanti”, “Taccuino rosso”. Nel 1941 aprì a Milano la libreria antiquaria Il Polifilo cui nel 1959 si aggiunsero le Edizioni “Il Polifilo”, casa editrice che pubblicò opere di Leon Battista Alberti, Aldo Manuzio, Filarete, Palladio oltre alle collane “Archivio del teatro italiano”, “Documenti sulle arti del libro”, “Immagini d’Italia”. Autore di numerosi romanzi e di poesie, nel 1970 vinse il premio Bagutta con il romanzo L’invenzione. Il fondo, ceduto in comodato dagli eredi, conserva corrispondenza, materiali preparatori, stesure diverse su manoscritti e dattiloscritti di tutte le opere, edite e inedite di Vigevani, bozze di stampa e recensioni.

“È difficile pensare ai giardini della propria città come a un insieme unitario: una sola, cinematografica e in fin dei conti anonima fuga di aiuole, sentieri, piante, viali. Ogni giardino sta a sé, vive di vita autonoma, non è soltanto una macchia verde sulla mappa mattone della città, ma un denso grumo di memorie, un album d’immagini da sfogliare adagio: quell’albero, quella piazzuola, un’ombra più rada, una luce più fredda. E la voce, la figura di chi mi accompagnava. Persino ogni viale, ogni parterre sta a sé, anche se a prima vista parrebbero confondersi con altri”.


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